piazza-Stesicoro-CataniaI volontari del gruppo “Catania Care”, il 24 aprile scorso, hanno passato la domenica a pulire la zona esterna dell’anfiteatro di Piazza Stesicoro, restituendo all’antica zona la decorosità ormai perduta. Paolo Francesco Reitano, fondatore del gruppo afferma: “Come gruppo siamo nati due settimane fa, abbiamo dai 19 ai 23 anni e intendiamo restituire alle zone più trascurate di Catania il proprio valore civico e culturale”. Ma, le finalità di questi volontari vanno oltre la pulizia estetica: “Alcuni dei nostri – fa presente il fondatore –  si sono piazzati davanti a Palazzo Tezzano e a Piazza della Borsa, per parlare coi passanti dell’iniziativa e di questi luoghi storici nei quali ci muoviamo. Molti, incuriositi, si sono avvicinati, anche se alla fine solo noi abbiamo ripulito”. L’azione, realizzata insieme alle associazioni “T.G.S. Ibiscus” e “People”, ha infatti richiesto una specifica autorizzazione per l’accesso allo spazio demaniale, ed ha avuto un riscontro immediatamente positivo sul piano turistico: “Visto l’ottimo risultato e l’interesse della gente – prosegue Reitano – il Comune ha deciso di aprire l’anfiteatro anche il 25”. Entusiasti gli organizzatori che già dallo scorso Dicembre avevano notato le condizioni del sito archeologico: “Stiamo organizzando iniziative parallele, che comprendano anche intrattenimento e animazione per bambini. Vogliamo rendere la gente il più partecipe possibile. Domenica abbiamo notato persone contente che qualcuno stesse muovendosi, ma vogliamo far passare l’idea che loro possono fare altrettanto”. L’ostacolo principale, ci viene detto, sarebbe di carattere umano: “A Catania esistono molte associazioni simili alla nostra: il problema è che non fanno rete, vivono di invidie reciproche e cercano solo un merito da prendersi, un’esclusiva. Ma è una logica che va superata”. Tra gli obiettivi futuri di “Catania Care” vi è quello di ripetere l’esperienza nella zona del lungomare e al Parco Gioeni. Un’iniziativa questa senz’altro positiva e da imitare se non vogliamo lasciare ai nostri figli un’eredità priva di risorse e di ricchezze.