www.95032.it A 24 anni dalle Stragi, dei Capaci prima e di Via d’Amelio dopo, nel pomeriggio di ieri, Belpasso ha voluto ricordare gli attentati terroristico – mafiosi, che hanno stroncato le vite del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Marvillo e degli uomini della scorta: Vito Schifari (27 anni), Rocco Dicillo (30 anni) e Antonio Montinaro (29 anni) il 23 maggio del 1992 e successivamente quella di Paolo Borsellino il 19 luglio del 1992.
Dopo un breve video che ha mostrato i momenti più significativi inerenti alla morte di Giovanni Falcone, la presentazione della serata da parte del moderatore Luciano Mirone e il saluto del Sindaco Carlo Caputo, hanno aperto la serata i ragazzi, giovanissimi, dell’orchestra “Falcone Borsellino” con l’obiettivo di diffondere tra i giovani il valore della legalità attraverso la musica. Con alcuni brani hanno comunicato quel messaggio di speranza che tutti vorremmo ancora ascoltare.
L’intervento successivo è stato quello dei fratelli di Antonio Montinari, Anna e Brizio Montinaro, i quali hanno lasciato alla sala, gremita di gente, un’emozione indescrivibile attraverso il ricordo del fratello: “un ragazzo energico, attivo e molto intelligente – dice il fratello – non ero d’accordo sul fatto che entrasse in polizia poiché era dotato di un’intelligenza che lo avrebbe portato lontano. Ma con la sua fermezza è andato avanti per la sua strada, ormai segnata. Strada che, purtroppo, lo ha condotto alla morte a soli 29 anni”.

Hanno proseguito nel dibattito Alfia Milazzo, presidente della fondazione “La Città Invisibile” e fondatrice dell’Orchestra infantile e giovanile “Falcone Borsellino”, Linda Grasso, portavoce di Scorta civica e di Agende Rosse Palermo; Tonino Rotondi, esperto antimafia. Presenti, poi, tutti gli aderenti all’associazione, le famiglie e gli amici nonché i numerosi cittadini. Tra i relatori una testimonianza significativa è stata quella fornita dal presidente di “Antimafia e Legalità”, Salvatore Fiore: “da quel maledetto 1993 la mia vita è cambiata in peggio, sono stato mollato da mia moglie, ho rinunciato a vent’anni di libertà, spalle al muro schiacciato da minacce, soprusi e angherie. Un incubo a pensarlo adesso. Ancora mi commuovo ed emoziono – dice Fiore – ma adesso sono un uomo libero. Non potevamo che scegliere una data significativa come la ricorrenza della strage di Capaci per presentarci pubblicamente e inaugurare la nostra sede a Belpasso – conclude il presidente –. Sarà un luogo aperto a chiunque voglia condividere il nostro progetto, ma soprattutto un punto di riferimento, un luogo in cui chi decide di dire no alla criminalità scopre di non essere solo, anche in un territorio difficile come quello della provincia etnea”.

A esprimere il suo importante punto di vista anche il vicepresidente, l’avvocato penalista Enzo Guarnera: “Chi vorrà denunciare reati di usura, estorsione ma anche reati di corruzione messi in atto da pubblici funzionari – evidenzia infine l’avvocato Guarnera – troverà un supporto concreto nell’associazione, che darà ogni forma di assistenza e sostegno, legale, fiscale e psicologico. Antimafia e Legalità nasce nel segno della trasparenza e dal convincimento che solo mettendo in pratica i princìpi di solidarietà sociale e impegnandosi in una costante opera di informazione e prevenzione, specialmente tra i giovani, sia possibile costruire una società realmente libera da mafia e corruzione”.

Infine è stato Salvatore Borsellino, fratello minore del magistrato Paolo Borsellino, fondatore del “Movimento Agende rosse” a concludere l’incontro – dibattito dal titolo “Capaci 24 anni dopo: memoria, impegno, speranza” attraverso il ricordo delle grandi opere intraprese dal fratello a fianco di Giovanni Falcone che per lui rappresentava più di un semplice collega.

Il ricordo delle due stragi hanno costituito il trampolino di lancio per la presentazione della neonata associazione “Antimafia e Legalità”. Il giornalista e moderatore dell’incontro Luciano Mirone a cui abbiamo chiesto quale fosse l’obiettivo di questa associazione, ha detto: “Questa associazione nasce grazie ad un coraggioso cittadino, Salvatore Fiore, imprenditore e costruttore belpassese che, dopo essersi ridotto sul lastrico a causa delle estorsioni, cadendo nelle mani degli usurai, ha deciso di denunciarli facendo arrestare, nel febbraio del 2014, 27 persone del clan mafioso Santapaola e Laudani che oggi sono ancora sotto sequestro. Con questa scelta si è posto davanti un altro modello rompendo il muro dell’omertà. Lo Stato, in questo, gli è stato molto vicino. Queste estorsioni si sono manifestate in ben quattro Comuni: Belpasso, Gravina, Camporotondo Etneo e Catania, di questi solo tre Comuni si sono dichiarati parte civile tranne il Comune di Belpasso. Allorché, l’avvocato Enzo Guarnera, Salvatore Fiore e altri imprenditori, giornalisti come Paola Pasetti, la dottoressa M.Luisa Barrera, il sottoscritto e un’associazione chiamata “Antimafia e legalità” contro racket, l’usura e la corruzione, abbiamo deciso di metterci insieme unendo le nostre forze. L’associazione, si propone di portare avanti un’operazione di denuncia ma anche una cultura dell’antimafia. Si tratta, quindi, di un progetto che ha raccolto intorno a sé imprenditori e cittadini uniti dal desiderio di costruire una società libera dalla mafia e di offrire un supporti a chiunque decide di intraprendere un percorso di legalità. Quest’associazione – ha concluso poi Mirone – è aperta a tutti quei commercianti e cittadini vittime di estorsioni che intendono denunciare, in quanto è in stretto rapporto con le forze degli ordini e con una cerchia di avvocati specializzati ”.

Durante l’incontro si è quindi parlato di ciò che è successo ventiquattro anni fa, ma attualizzando il tutto e riportandolo a quello che succede, purtroppo anche oggi. Pensiamo alla mancata perquisizione del covo di Riina, al mancato arresto di Provenzano, alla sentenza che ha assolto il generale Mori e il colonnello Obinu dall’accusa di favoreggiamento alla mafia, agli attacchi subiti dal movimento antimafia e di Belpasso. Questo primo incontro volutosi aprire, non a caso, alla vigilia di un giorno memorabile della storia italiana/siciliana ha costituito il punto di avvio per la nascente associazione che a conclusione del dibattito ha tagliato il nastro di inaugurazione in via Vittorio Emanuele III n° 352.